Coxartrosi
“Quando l’anca perde mobilità, ogni gesto può diventare più impegnativo: comprenderne i cambiamenti è il primo passo per preservare movimento e autonomia.”
La coxartrosi, o artrosi dell’anca, è una patologia degenerativa che interessa l’articolazione coxo-femorale, costituita dalla testa del femore e dall’acetabolo del bacino. È caratterizzata da una progressiva alterazione della cartilagine articolare e, più in generale, dell’intera articolazione, con modificazioni dell’osso subcondrale, formazione di osteofiti e possibili cambiamenti della capsula e dei tessuti periarticolari.
Si distingue generalmente una forma primaria, nella quale non è identificabile una singola causa, e forme secondarie, associate a condizioni predisponenti come displasia dell’anca, alterazioni morfologiche femoro-acetabolari, precedenti traumi, alcune patologie articolari o esiti di interventi chirurgici. Età, predisposizione individuale, sovraccarico articolare e caratteristiche biomeccaniche possono contribuire alla sua evoluzione.
Il sintomo più caratteristico è il dolore, frequentemente localizzato all’inguine e alla regione anteriore dell’anca, ma talvolta percepito anche lateralmente, posteriormente o irradiato verso la coscia e il ginocchio. Nelle fasi iniziali può comparire soprattutto durante il movimento o dopo attività prolungate; con la progressione della patologia può diventare più frequente e limitare alcune attività quotidiane.
Alla sintomatologia dolorosa può associarsi una progressiva riduzione della mobilità articolare. Spesso risultano particolarmente limitate la rotazione interna, la flessione e l’abduzione dell’anca. Gesti apparentemente semplici, come indossare scarpe e calze, entrare in automobile, salire le scale o camminare a lungo, possono diventare più difficoltosi.
La riduzione del movimento dell’anca può inoltre determinare strategie di compenso. Il bacino, il rachide lombare e l’arto inferiore possono modificare la propria dinamica durante la stazione eretta e il cammino; possono comparire rigidità, alterazioni dello schema del passo e modificazioni del carico tra i due arti. Per questo la valutazione funzionale non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull’articolazione interessata, ma considerare l’intera catena lombo-pelvica e dell’arto inferiore.
La diagnosi è di competenza medica e si basa sulla valutazione clinica, eventualmente associata a esami strumentali come la radiografia, che consente di evidenziare le principali modificazioni strutturali dell’articolazione.
Il trattamento dipende dallo stadio della patologia e dall’impatto dei sintomi sulla vita quotidiana. Nelle forme gestibili conservativamente possono trovare spazio educazione al movimento, esercizio terapeutico, mantenimento della mobilità e della forza muscolare, controllo dei carichi e trattamento delle eventuali componenti muscolo-scheletriche associate. Nei quadri più avanzati, quando dolore e limitazione funzionale diventano importanti, lo specialista può valutare ulteriori opzioni terapeutiche, compreso il trattamento chirurgico.
In presenza di coxartrosi, quindi, l’obiettivo non è semplicemente intervenire sul dolore, ma preservare quanto possibile mobilità, forza, funzione e qualità del movimento, attraverso un percorso adattato alle caratteristiche e alle necessità della persona.
