Dorsalgia


“Quando la schiena perde libertà di movimento, il dolore può diventare il segnale di un equilibrio funzionale che sta cambiando.”

La dorsalgia è una condizione dolorosa che interessa il tratto dorsale della colonna vertebrale, compreso tra la regione cervicale e quella lombare. Il dolore viene generalmente percepito nella parte centrale o superiore della schiena e può presentarsi in modo localizzato oppure estendersi lateralmente verso le coste e la regione interscapolare.

Rispetto alla cervicalgia e alla lombalgia, la dorsalgia è meno frequente, anche per le caratteristiche anatomiche del rachide toracico. Le vertebre dorsali, infatti, sono collegate alle coste e partecipano alla formazione della gabbia toracica, una struttura relativamente stabile ma allo stesso tempo coinvolta nei movimenti del tronco e nella meccanica respiratoria.

Le cause della dorsalgia possono essere diverse. Molto frequentemente sono presenti componenti muscolo-scheletriche, come sovraccarico della muscolatura paravertebrale, rigidità articolare, riduzione della mobilità toracica o sollecitazioni ripetute. Anche il mantenimento prolungato della posizione seduta, soprattutto durante il lavoro al computer, può favorire affaticamento e tensione della regione dorsale.

Il dolore può essere percepito come tensione, rigidità, peso, bruciore o dolore puntiforme e può modificarsi con determinati movimenti, con la posizione del tronco o durante una respirazione profonda. In alcuni casi può essere associato a tensione della muscolatura cervicale e delle spalle oppure a dolore nella regione scapolare.

Particolare importanza assume la relazione tra rachide dorsale, coste e respirazione. Durante l’inspirazione e l’espirazione la gabbia toracica compie continui movimenti di espansione e ritorno; una riduzione della mobilità toracica o costale può quindi associarsi a una diversa distribuzione delle tensioni muscolari e a una sensazione di rigidità della parte centrale della schiena.

Anche la postura può influenzare la sintomatologia, ma non deve essere considerata automaticamente la causa del dolore. Più che ricercare una postura ideale, è importante valutare la capacità della persona di variare posizione, muoversi e adattarsi ai diversi carichi durante la giornata.

La valutazione della dorsalgia dovrebbe pertanto considerare non soltanto il punto doloroso, ma anche la mobilità del rachide toracico, delle coste e delle scapole, la funzionalità delle regioni cervicale e lombare, la respirazione e le attività che possono aumentare o ridurre i sintomi.

Non tutte le dorsalgie, tuttavia, hanno origine muscolo-scheletrica. Il dolore toracico o dorsale può occasionalmente essere riferito da strutture interne. Un dolore improvviso, intenso, persistente o non correlato ai movimenti, soprattutto quando associato a difficoltà respiratoria, dolore toracico, febbre, importante malessere generale o altri sintomi insoliti, richiede una valutazione medica.

Nei quadri di origine muscolo-scheletrica, il percorso conservativo può comprendere movimento ed esercizio terapeutico, recupero della mobilità, gestione dei carichi e trattamento manuale delle eventuali componenti articolari e muscolari associate.

L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma favorire il recupero della mobilità toracica, della funzionalità e della capacità della colonna di adattarsi al movimento e alle attività quotidiane.